Secondo e terzo trimestre di gravidanza: cosa cambia
C’è un momento, verso la metà della gravidanza, in cui la teoria lascia spazio al corpo.
Fino a poco prima magari si parlava soprattutto di numeri, ecografie e settimane segnate sul calendario. Poi la pancia inizia a farsi sentire davvero: cresce, pesa, cambia il baricentro e, con lui, il modo di camminare, di sedersi e persino di dormire.
Il secondo trimestre viene spesso raccontato come il periodo “d’oro” della gravidanza, quello in cui le energie ritornano e alcuni dei disturbi dei primi mesi tendono ad attenuarsi. Ma ogni gravidanza è diversa e non tutte vivono questi mesi allo stesso modo.
Con l’avvicinarsi del terzo trimestre, poi, anche i gesti più semplici possono richiedere qualche strategia in più: infilarsi le scarpe, girarsi nel letto durante la notte o semplicemente trovare una posizione comoda sul divano quando la schiena inizia a farsi sentire.

Quando anche dormire diventa più complicato
Il sonno può diventare un capitolo a parte.
Tra la pancia che cresce, i movimenti del bambino, la necessità di alzarsi più spesso e una mente che magari continua a pensare a ciò che verrà, le notti possono trasformarsi in un continuo alternarsi di sonno e risvegli.
La stanchezza, quindi, può farsi sentire. A volte anche parecchio.
Non tutte le giornate avranno lo stesso ritmo e imparare ad ascoltare il proprio corpo significa anche riconoscere quando è arrivato il momento di rallentare.
Quando l’attesa diventa reale
Accanto alla trasformazione fisica ce n’è un’altra, meno visibile: quella emotiva.
Man mano che la data presunta del parto si avvicina, qualcosa cambia.
All’inizio il parto può sembrare un evento lontano, quasi astratto. Poi diventa progressivamente più concreto.
C’è chi sente crescere la curiosità, chi l’ansia, chi non vede l’ora di concludere la gravidanza per conoscere finalmente il proprio bambino e chi oscilla tra tutte queste emozioni nel giro di cinque minuti.
Non esiste un unico modo di vivere l’attesa.
Prepararsi alla nascita non significa soltanto sistemare la cameretta, preparare la valigia o comprare ciò che manca. Significa anche iniziare a fare spazio a un cambiamento molto più grande.

Rallentare non significa fermarsi
Durante questi mesi il corpo sta sostenendo cambiamenti importanti. Ascoltarlo significa anche concedersi di modificare ritmi e abitudini quando serve.
A volte può voler dire riposarsi di più. Altre volte chiedere aiuto. Altre ancora semplicemente accettare che qualcosa che qualche mese prima richiedeva cinque minuti oggi ne richieda quindici.
Fare spazio al bambino che sta arrivando significa, in parte, fare spazio anche a sé stesse e alle proprie nuove necessità.
Scopri la differenza rispetto al primo trimestre di gravidanza!!
Piccoli accorgimenti per la quotidianità
Trova un supporto comodo per dormire. Un cuscino da gravidanza oppure dei normali cuscini utilizzati per sostenere gambe e pancia possono aiutare a trovare una posizione più confortevole durante la notte.
Continua a muoverti, se puoi. In assenza di controindicazioni mediche, un’attività fisica adeguata alla gravidanza può essere utile per il benessere generale. Per esercizi specifici, intensità e utilizzo di attrezzi come la fitball, è meglio confrontarsi con il professionista sanitario che segue la gravidanza.
Concediti delle vere pause. Non aspettare necessariamente di essere esausta. Inserire durante la giornata piccoli momenti di riposo può aiutare a gestire meglio la stanchezza.
E se stanchezza, dolore, gonfiore o altri sintomi diventano importanti, improvvisi o preoccupanti, è sempre opportuno parlarne con il professionista sanitario che sta seguendo la gravidanza.
Il prossimo passo
Il secondo e il terzo trimestre sono mesi in cui l’arrivo del bambino smette lentamente di essere soltanto qualcosa da immaginare.
Il corpo cambia, l’attesa diventa concreta e iniziano inevitabilmente nuove domande.
Non serve avere già tutte le risposte. Serve capire, un passo alla volta, qual è il prossimo passo.
Giulia Tranquilla – Operatrice d’infanzia, esperta di metodo Montessori e ideatrice di @giulia.mondo.pedagogico. Collabora con Bukids per rendere la pedagogia quotidiana semplice, pratica e a misura di famiglia.