Mio figlio non vuole riordinare: come trasformare il riordino in un gioco spontaneo”
Ti guardi intorno e vedi solo mattoncini colorati su cui rischi di inciampare, bambole spettinate e macchinine ovunque. Respiri profondamente, ma dentro di te sale la frustrazione.
I bambini non vogliono mai riordinare i giochi che hanno tirato fuori. Questo ti fa pensare a quanto fosse bella e ordinata la tua casa prima, quell’ordine che tanto ti tranquillizzava nei momenti di maggiore stress e di cui ormai ti sei quasi dimenticata. Inizi a chiedere una, due, tre o più volte ai tuoi bambini di mettere a posto, senza alcun risultato. Ma perché succede? Oggi lo capiamo insieme.

Può sembrare un paradosso, ma il bambino non rifiuta l’ordine in sé: rifiuta il caos che si è creato e che non sa come gestire. Da 0 a 6 anni, l’ordine esterno è la mappa con cui il bambino costruisce la propria mente. Quando la stanza si trasforma in un tappeto di giocattoli, quella mappa si cancella e il bambino si sente letteralmente “perso”. Chiedergli di riordinare in quel momento equivale a chiedergli di scalare una montagna senza attrezzatura.
Inizia col porti questa domanda: tu metti in ordine le tue cose? I tuoi vestiti, i tuoi libri, le tue scarpe? Questo è il primo punto da cui partire, perché il bambino assorbe tutto ciò che vede e tutto ciò che sente. Fino ai 7 anni non è ancora in grado di prendersi del tutto questa responsabilità: ha bisogno che tu gli dimostri come si fa, che lo segua e lo aiuti.
Il bambino acquisisce questa capacità attraverso tre passaggi fondamentali:
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All’inizio guarderà il genitore sistemare da solo;
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Poi inizierà a collaborare;
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Alla fine lo farà in autonomia.
Ma ci riuscirà solo passando da questi 3 step.
Riordinate con il sorriso, mai con le urla! In questo modo riordinare diventerà per lui un gioco e non un’attività noiosa o faticosa da evitare. Accendi la musica, fai “ballare” i giocattoli finché non avranno raggiunto la cesta in cui riporli, aiutalo a capire cosa riordinare e dove metterlo.

Ecco 5 consigli pratici ispirati al metodo Montessori:
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Ogni cosa ha la sua “casa”: Utilizza scaffali bassi e aperti dove ogni gioco ha una posizione precisa, preferibilmente usando piccoli vassoi o cestini.
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Evita il sovraccarico: Pochi giochi alla volta sul ripiano. Troppi oggetti creano solo rumore visivo e disordine mentale.
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Mantieni le routine stabili: Cerca di non stravolgere la sequenza delle attività quotidiane.
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Un gioco alla volta: Diamo la regola che, prima di prendere un nuovo gioco, si rimette sulla mensola quello appena usato.
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La rotazione dei giochi: Se ti accorgi che il tuo bambino non usa più un gioco, riponilo via per un po’ e sostituiscilo con un altro sullo scaffale.
Ricorda che il riordino non è una punizione alla fine del divertimento, ma l’ultimo tassello del gioco stesso. Non pretendere la perfezione fin da subito: ogni piccolo pezzo che tuo figlio ripone nel cesto è un grande passo verso la sua autonomia.
E se stasera la stanza non sarà perfetta? Fai un respiro profondo. Significa che in quella stanza si è vissuto, si è sperimentato e si è cresciuti.
Domani andrà meglio, insieme!
L’Autrice: Giulia Tranquilla – Operatrice d’infanzia, esperta di metodo Montessori e ideatrice di @piccoli_passi_didattici. Collabora con Bukids per rendere la pedagogia quotidiana semplice, pratica e a misura di famiglia.