3-6 Anni, Libri per Bambini

Lassù, sulle nuvole..

Lassù sulle nuvole recensione

Parlare di lutto e mancanza a un bambino è una delle cose che spaventa di più noi genitori. Si ha sempre paura di usare le parole sbagliate, di creare confusione o di spalancare un dolore troppo grande da gestire. Quando ho preso in mano “Lassù, sulle nuvole…” (di Silvia Buda, con le illustrazioni di Lisa Ceccherini, edito da PAV Edizioni), ho capito subito che si tratta di un libro nato proprio per aiutarci a sciogliere questo nodo, senza retorica e con una delicatezza rara. Ciao a tutti, io sono Claudia e oggi voglio spiegarvi perché questo albo dovrebbe trovare spazio in ogni libreria di casa.

Lassù sulle nuvole recensione

Il vuoto dei piccoli gesti che cambiano la giornata

La storia segue Camilla, una bambina che si trova a fare i conti con la scomparsa di una figura di riferimento fondamentale, la sua nonna. Quello che rende il testo così azzeccato è che non si perde in concetti astratti: racconta la nostalgia attraverso la quotidianità interrotta. La solitudine di Camilla esplode nei dettagli più semplici, come l’assenza di quel richiamo serale che dava sicurezza e punto di riferimento: «Perché nessuno mi dice: “Camilla, è ora di tornare a casa!”». È una frase diretta, spiazzante nella sua verità, che intercetta esattamente il modo in cui i bambini percepiscono la perdita: la mancanza di un gesto, di una voce, di una routine che prima c’era e adesso non c’è più.

Lassù sulle nuvole

Dare un colore alla nostalgia per imparare ad accoglierla

L’autrice non cerca di consolare a tutti i costi con scorciatoie o risposte sbrigative. Accetta il dolore di Camilla e le permette di navigarlo, lasciandola fantasticare su cosa ci sia oltre il cielo — se un parco giochi sconfinato o un prato di farfalle — ma ancorandolo al ricordo reale e caloroso del tempo passato insieme, come il profumo di una minestra girata lentamente nel pentolino. A dare forza a questo racconto ci pensano le illustrazioni a tutta pagina di Lisa Ceccherini: toni caldi del rosa e dell’arancio, linee morbide e un’atmosfera quasi ovattata che abbraccia la bambina (e chi legge con lei) senza mai farlo sentire solo.

Consigliato dai 3 anni in su, è un libro prezioso non solo nell’emergenza di una perdita, ma come strumento per insegnare ai nostri figli che la nostalgia non è un mostro da scacciare, ma la forma che prende il bene che continuiamo a volere a chi non c’è più.

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