Cricipuff! Scoprire l’ADHD e l’autoregolazione emotiva attraverso l’albo illustrato “Carlottina Trottolina
Quando si parla di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), il rischio è spesso quello di adottare uno sguardo “clinico” o focalizzato sulla mancanza: mancanza di attenzione, mancanza di controllo, mancanza di regole. Da un punto di vista pedagogico, però, esiste una strada diversa e decisamente più luminosa: la pedagogia affermativa.
Questo approccio non vede la neurodivergenza o la spiccata vivacità come un difetto da correggere, ma come una forma di ricchezza e una specifica varietà cognitiva da accogliere e comprendere. I bambini con una mente in movimento continuo non hanno bisogno di essere “frenati”, ma di essere aiutati a dare voce e forma al loro affollato mondo interiore.
La metafora dei “cricetini” per spiegare l’autoregolazione, l’attenzione e l’impulsività ai bambini tra i 6 e gli 8 anni richiede delicatezza, empatia e immagini poetiche. Una delle strategie più efficaci è l’uso della metafora e del gioco, che permettono di interiorizzare il concetto di autoregolazione emotiva senza dare giudizi morali.
Possiamo invitare i bambini a visualizzare i propri stati d’animo e comportamenti come dei piccoli cricetini che vivono nella testa, ognuno con il suo carattere:
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Frullino e Scattino: che spingono a muoversi e correre senza sosta.
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Smemorina e Nuvoletta: che fanno dimenticare i dettagli o fanno volare via i pensieri.
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Furia, Tempesta e Chiacchiotto: che accendono le emozioni improvvise o il bisogno di parlare continuamente.
Nessuno di questi cricetini è “cattivo”. Il segreto dell’autoregolazione sta nel non colpevolizzare il bambino quando il caos sembra troppo, ma nell’insegnargli a fermarsi. Uno strumento magico e accessibile a tutti è il respiro profondo: un piccolo rituale che rallenta il ritmo del corpo e della mente, trasformando la confusione in una musica da ascoltare.

Come supportare i bambini a casa e a scuola: 3 spunti pedagogici
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Promuovere una rappresentazione positiva: I bambini che faticano a regolare l’attenzione si sentono spesso stanchi o in colpa. Mostrare loro modelli positivi in cui rispecchiarsi li aiuta a sviluppare una sana accettazione di sé.
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Sfruttare il ritmo e la musicalità: Il cervello dei bambini con ADHD risponde benissimo agli stimoli ritmici. Utilizzare filastrocche, rime o letture ad alta voce aiuta a catturare l’attenzione e a memorizzare le routine in modo divertente e non moralistico.
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Coltivare l’inclusione corale: L’educazione emotiva non riguarda mai solo il singolo bambino, ma l’intero gruppo (la classe o la famiglia). Quando i compagni di scuola comprendono e accolgono la diversità cognitiva, la classe diventa un luogo sicuro e inclusivo.
Uno strumento narrativo: “Carlottina Trottolina”
Se cercate un albo illustrato che metta in pratica questi principi in modo leggero e poetico, vi consiglio la lettura del mio libro “Carlottina Trottolina” (Nero_latte Edizioni). Scritto interamente in rima e perfetto per la lettura ad alta voce sia a casa che a scuola, il libro racconta la storia di Carlottina, una bambina piena di energia e fantasia che impara a gestire i suoi cricetini grazie all’incontro con la Fatina dei Respiri Profondi e alla parola magica Cricipuff.
È uno strumento utilissimo per genitori, insegnanti e professionisti dell’infanzia per promuovere un linguaggio di inclusione e rispetto della diversità cognitiva.

Accogliere la complessità: il sollievo di dare un nome alle emozioni
Nel lavoro quotidiano sul campo con i bambini neurodivergenti, emerge un dato costante: la sofferenza più grande non è causata dal movimento continuo o dalla distraction in sé, ma dal peso del giudizio sociale. Quando un bambino si sente ripetere continuamente “stai fermo”, “ascolta” o “perché dimentichi sempre tutto?”, finisce per interiorizzare l’idea di essere sbagliato.
La forza della narrazione di Carlottina risiede proprio nello scompattare questa frustrazione. Dare un nome e un volto ai cricetini permette al bambino di separare la propria identità profonda dal comportamento momentaneo. Non è il bambino a essere “sbagliato” o “disubbidiente”, è semplicemente Frullino che in quel momento sta correndo troppo forte sulla sua ruota. Questa scomposizione emotiva genera un immediato senso di sollievo e apre la strada a una gestione attiva e consapevole degli stati d’animo, trasformando l’ansia in una scoperta di sé.
Dal libro alla realtà: l’azione combinata di alleati e rituali
L’introduzione della Fatina dei Respiri Profondi non rappresenta un semplice espediente narrativo o una risoluzione magica della trama, ma simboleggia la figura dell’adulto consapevole – genitore, educatore o insegnante – che non giudica, ma fornisce strumenti di sintonizzazione emotiva. La parola magica Cricipuff diventa così un vero e proprio mediatore pedagogico, un codice verbale condiviso tra adulto e bambino.
A scuola come a casa, questo approccio si traduce in pratiche concrete. Si può creare, ad esempio, l’angolo del “Cricipuff”: uno spazio protetto e morbido della classe o della cameretta dove il bambino sa di potersi rifugiare quando sente che la testa è troppo affollata da Furia o Tempesta. Lì, attraverso il gioco del respiro, può rallentare il proprio battito corporeo. Non si tratta di reprimere l’energia vitale del bambino, ma di insegnargli la transizione tra l’eccitazione e la calma, scoprendo che ogni cricetino nasconde in realtà una forza speciale e una risorsa creativa da valorizzare.
Un invito all’ascolto
In conclusione, l’ADHD non deve essere visto come una barriera insormontabile, ma come un modo unico di percepire e vivere il mondo. Attraverso la storia e la sensibilità di Carlottina Trottolina, l’obiettivo è offrire una chiave di lettura e uno strumento pratico che insegni ai bambini ad accogliere la propria mente in movimento con amore e consapevolezza, ricordando a tutta la comunità educante che ogni unicità è un dono prezioso.

L’AUTRICE: CHI È MAESTRA PIERA
Piera Gemelli, nota nel mondo dell’istruzione e sul web come Maestra Piera, nasce a Roma il 13 luglio 1995. Oggi risiede a Polverara, in provincia di Padova, dove opera come insegnante e formatrice. Per Piera, l’educazione non è semplicemente una professione, ma l’espressione più autentica della propria identità. Fin dall’infanzia, infatti, custodiva il chiaro desiderio di dedicarsi all’insegnamento. Pratica ma guidata da grandi ideali, sensibile ed empatica, ha sviluppato una profonda vocazione per l’inclusione e la disabilità, che non considera mai come una mancanza, bensì come un’eccezionale risorsa capace di generare valore umano, profondità e autenticità.
Per Maestra Piera, i canali social rappresentano una preziosa vetrina digitale e uno spazio di divulgazione attiva. Attraverso i suoi profili, Piera non si limita a raccontare il suo approccio basato sulla pedagogia affermativa, ma risponde ai bisogni quotidiani dei docenti, dei genitori e degli educatori. Nei suoi canali condivide materiali didattici semplificati e kit operativi ideati per una didattica inclusiva. Queste risorse pratiche nascono per facilitare l’apprendimento, semplificare i concetti complessi per i bambini con bisogni educativi speciali o ADHD, e offrire alla comunità scolastica strumenti concreti pronti all’uso, capaci di trasformare la diversità in una risorsa collettiva per tutta la classe.
Maestra Piera crede che l’unicità di ogni persona sia un dono prezioso. Il suo progetto pedagogico ed editoriale nasce proprio sul campo, grazie all’incontro autentico con le sue alunne con ADHD. Con pazienza, ascolto e cuore, Piera ha guardato oltre le etichette e le difficoltà apparenti, scoprendo un universo ricco di emozioni, creatività e sensibilità. Questo legame le ha mostrato un modo diverso di sentire e pensare, accendendo in lei il desiderio di raccontare un mondo interiore spesso frainteso, ma pieno di luce, intensità e pensieri in continuo movimento. Proprio dalla necessità di spiegare questa mente attiva a misura di bambino è nata la metafora dei “cricetini”, scintilla e ispirazione per il suo primo albo illustrato, “Carlottina Trottolina”. Una storia delicata e poetica creata per trasformare la neurodivergenza da ostacolo a risorsa per l’intera classe.